Trattasi non di una programmatica dichiarazione d'amore, bensì di una delle parti che preferisco - il che è difficile, dato che, come direbbe il protagonista, il film da cui è tratta è "al top della mia hit parade"
Contestualizzando, Rob Gordon/John Cusack pronuncia tale frase mentre osserva inebetito una strepitosa Lisa Bonet esibirsi sul palco polveroso di un posto che potrebbe essere Le Scimmie milanesi con un pubblico più disciplinato. Qualche fotogramma più tardi Cusack e Bonet (spoiler!!!) finiranno a letto assieme, ma (SPOILER!!!) ciò non impedirà alla pellicola di concludersi 'a tarallucci e vino'. O anche no.
Chiamatemi quattordicenne nel corpo di una ventunenne (che sembra quello di una quindicenne), ma cavolo, io voglio vivere con Rob Gordon!
Perché è un ultratrentenne con l'entusiasmo di un quattordicenne, perché tenta di mettere ordine nella sua testa sistemando in ordine 'autobiografico' i dischi, perché pensa una cosa (o anche due contemporaneamente!!) e ne fa esattamente un'altra. Perché di fronte al funerale del padre della sua ex ragazza si mette a inventare la playlist delle '10 canzoni che vorrei al mio funerale'. Perché è schifosamente infantile e vile in modo imbarazzante, eppure conserva quel candore stropicciato che ti fa perdonare pure il fatto di essersi portato un'altra mentre tu eri incinta (...ops, spoiler)
Perché a un certo punto del film esplica in quattro stupide parole una delle quattro fondamentali verità dell'universo:
Perché, diciamocelo, tutti quanti vorrebbero un loro segreto nelle note di copertina, o gli occhi di un quadro, o la risata del personaggio di un romanzo. E ammetterlo è più imbarazzante che affermare con sufficienza che la vita e l'amore vanno molto oltre.
